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  • Maura del Serra

Canto e musica di contro al parlato ed alla chiacchiera

Uno degli ultimi più emblematici titoli delle raccolte di poesia di Maura Del Serra è Infinito presente, nel quale Claudio Varese ravvede la dimensione che "si attua nel problema e nella soluzione dell'infinito, che scende e si dispone con rinnovata e attiva urgenza nel presente dell'umano e nel rapporto tra presente e infinito, che cerca e trova continuità nelle parole e nei versi". C'è una grammatica del tempo, la cui storicità e metastoricità è garantita d'un tratto solo dalla stessa sostanza temporale: così, l'infinito è raccolto nel suo essere presente, e quindi evoca implicitamente l'essere che con la sua presenza garantisce all'infinito stesso il suo statuto; eppure, il presente è ammesso a partecipare dell'infinito nella misura in cui è quest'ultimo che si lascia aggiogare alla sempre sospesa forca del transitorio. In altre parole, al rischio della staticità, della fissità della grammatica, la poesia risponde con la trama sintattica dei rimandi, degli scambi di ruolo tra infinito e presente, nell'intelaiatura del pentagramma. Non a caso, l'autoantologia di Maura Del Serra porta il titolo di Corale, con la conseguente evocazione della umanità e dell'unanimità di contro al rischio dell'individualità, del canto e della sua musica di contro al parlato ed alla chiacchiera, della religiosità del dettato di contro alla profanità del pensiero [...].


Dodici poesie inedite

YIP (Yale Italian Poetry)

vol. II, 1, 1998, pp. 61-72

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