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  • Maura del Serra

Incontro con la poetessa Maura Del Serra

Serata all'insegna della poesia, quella che ha inaugurato il ciclo d'incontri organizzati dal Centro Culturale Maritain per l'anno 2001-2002.

Interlocutrice d'eccezione di una conversazione che ha toccato i tanti significati del fare poesia, è stata Maura Del Serra, personalità del mondo letterario contemporaneo che, all'attività universitaria presso l'ateneo fiorentino, affianca un impegno poetico e drammaturgico di notevole valore. Contributi critici su autori come Pascoli e Ungaretti, numerosi autori tradotti tra i quali Simone Weil e Borges, testi teatrali: un materiale vasto percorso dal filo rosso della poesia.

Maura Del Serra esordisce come poetessa nel 1978 con L'arco, raccolta di poesie, e nel tempo che è trascorso da allora la sua scrittura poetica si è evoluta, così come una personalità cresce attraverso il contatto con la realtà.

Gradualmente, il reale si è sempre più radicato, "accomodato", nelle sue poesie; da un verso che rimanda ad un enigma insondabile si passa ad un verso che accoglie il reale senza essere descrittivo: la poesia si è fatta transitiva, aperta, non perdendo la carica d'inquietudine dovuta al suo essere testimonianza della vita – non consolazione – testimonianza che non illude e che non può perciò essere pacifica.

Poesia inquieta e pregnante, non statica, che nasce dalla dinamicità degli opposti: è una poesia dell'ossimoro, della coincidenza travagliata di ciò che è diverso: in questo senso il poeta è femminile, perché ha il ruolo di intermediario, di mediatore tra gli opposti, crea – per citare la stessa Del Serra – "arcobaleni tra terra e cielo" rendendo l'invisibile attraverso il visibile.

Questa presenza di un invisibile carica i versi poetici di una forte tensione religiosa, che trae nutrimento dalla tradizione cristiana, dal mondo ebraico ed orientale e dal mito classico: è un senso del sacro che viene fuori da più tradizioni facendosi universale, punto d'incontro di diverse dimensioni esistenziali che non appiana ma tiene insieme le differenze che vanno al alimentare la poesia.

Poesia personale e cosmica al tempo stesso, creaturale e civile insieme, perché nasce dalla penna di una poetessa che ha due cose – la natura e la società – e che si sente cittadina del mondo pronta ad ascoltare le parole ed i bisogni degli altri.

Scrivere versi è tradurre la vita, modificare la materia vitale senza intaccarne l'essenza, e la vita è anche nella produzione teatrale di Maura Del Serra, fino al testo al quale sta lavorando, Scintilla d'Africa, dedicato all'Agostino non ancora convertito. È un teatro di poesia e drammaticità che vive della compresenza di più voci e di tutti i registri stilistici.

Maura Del Serra è una scrittrice completa che molto deve ai classici, ai romantici e ai simbolisti, capace tuttavia di portare avanti un discorso poetico originale e di grande spessore esistenziale.

MATILDE PALANDRI

"La Vita", 40, 11 novembre 2001

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