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Maura Del Serra. In voce


DEDICATO AGLI SCRITTORI NOSTRI OSPITI

MAURA DEL SERRA IN VOCE (editrice petite plaisance, 2021)

Se la lettura di poesie è incontro con l'altro che, fedele ai suoi giorni, distilla per noi essenze, il nuovo volume di Maura Del Serra "In voce" (edizioni petite plaisance, 2021, CD allegato) offre l'emozione del contatto diretto: il poeta si avvicina a noi con un'inedita interpretazione autoriale di un florilegio di suoi componimenti e con gentilezza ci pervade, accompagnandoci in un viaggio che è scoperta di presenze amiche. Come la terra nel suo incessante movimento riconduce la notte al giorno e riconsegna le tenebre alla luce, il cammino delineato da queste poesie (che si dipana intorno al "divenire pullulante" tra gesti e presenze del "piccolo infinito quotidiano", ) da moto di rotazione diviene, con la morte che fa da sorella e maestra, moto di rivoluzione: di sguardi, di paesaggi interiori, di orizzonti. Qui, come specchiandosi in acque chiare di fonte o lago di montagna, c'è dato rintracciare la consapevolezza del proprio essere nel tempo venata di illusioni: impermanenti e potenti sono richiamo che ci immerge nella fontana della giovinezza rifiorente, "dentro il profondo vino solitario dell'amore" che fecondo si ricrea in altre esistenze a cui consente l'avventura in cerca del tesoro. Ma il poeta di questo solo non s'appaga. La cifra che emerge dall'ascolo di queste pagine cesellate con la maestria di un'imperdonabile, fedele alla sua "passione della perfezione", ci appare frutto di una ricerca di un bene superiore che guarda all'origine, vede "il disfarsi dolente delle minime vite", percepisce il dolore che attraversa nei secoli tutto il creato, conosce "le eclissi della terra nel bruto male". Senza certezze ostentate, con un linguaggio che raggiunge sensibilità diverse, "In voce" tesse un arazzo che, come un sogno, ci fa avvertire in filigrana la presenza dell'inesprimibile che ha un disegno che risplende. In esso riconosciamo il brillante che si dà a chi ne comprende il valore, a chi ha memoria del supremo bene sempre da ricercare. Maura Del Serra, giunta al fulgore della consapevolezza, fa risuonare la sua parola che convoca i grandi di ogni tempo di cui ha amato la familiarità ("l'alta ragione che ispirò Al Ghazali e San Francesco e Rumi e Dante e Attar e Shakespeare" ) e, insieme, percorriamo quel "vivaio di stelle" che ha saputo coltivare con certosina, sacra dedizione che la fa sentire "fragile scrigno" che custodisce i tesori di "nonna Europa". Così fedele all'ascolto e animata da una "grazia ardente" offre la "prodiga parola" che crea ponti tra Oriente e Occidente, fra cielo e terra, come solo può fare il poeta, il "commesso viaggiatore dell'eterno" che torna a noi "cieche vittime o eroi" "con profumo di selva o ronzio di buco nero" per parlarci "nelle lingue dell'atomo immortale.

Testo di Carla Lomi Si veda: https://www.mauradelserra.com/poesia..."

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