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Maura Del Serra, la poesia, il teatro

Aggiornamento: 27 ott 2021

MAURA DEL SERRA, LA POESIA, IL TEATRO

L’attività assai ampia ed articolata di Maura Del Serra, poetessa, drammaturga, critica letteraria e traduttrice – dal latino, tedesco, inglese, francese e spagnolo – non è rispecchiata in egual misura da una ricorrente presenza dell’autrice nei luoghi e nelle rubriche che si occupano di libri, di scrittura, del dibattito culturale nelle sue plurime articolazioni, ma questo, ovviamente, non è un demerito: al contrario, in un tempo in cui tutti cercano di apparire in qualunque contesto, la riservatezza di un autore e della sua opera che cerca i suoi lettori senza che vi sia un personaggio che la trascina facendo leva sovente su aspetti che poco o nulla hanno a che vedere con la scrittura, è invece un merito e non di poco conto.

A questa raffinata e intensa poetessa e drammaturga, la cui opera è pubblicata da importanti editori italiani e stranieri, e che è stata destinataria di alcuni dei maggiori premi nazionali ed internazionali, si attaglia perfettamente l’esortazione che Giovanni Boine profferì riguardo al dover essere degli intellettuali; lo scrittore ligure diceva che gli artisti ed i poeti devono “Lavorare zitti”, ed è appunto con il suo lavoro che Del Serra connota primariamente la sua presenza nel panorama nazionale ed internazionale contemporaneo.

Sono molte le traduzioni dei suoi testi comparse negli scorsi decenni in riviste e in volumi collettivi in diverse lingue, e con il tempo si sono succedute numerose traduzioni delle sue poesie anche in volumi monografici; già nel 1994 l’antologia poetica "Za solecem i nociju vosled" (Dietro il sole e la notte), con una selezione di poesie tratte dalle precedenti raccolte, fu tradotta in russo da E. Moloskovskaja, V. Fadin e L. Verscinin, che introdusse e curò il volume illustrato da Michail Saltikovcon. Successivamente (1997) in Germania uscì la plaquette "Elementi" con la traduzione in tedesco di Christine Koschel, e nel 2002, negli Stati Uniti, uscì "Infinite present". “Selected poems of Maura Del Serra, translated by Emanuel Di Pasquale and Michael Palma”.

Nel 2008, esce in Svezia l’antologia di poeti italiani ed artisti svedesi "Med ord ach utan" (Con le parole e senza) che contiene dieci poesie di Del Serra tradotte in svedese da Vibeke Emond. Nel 2013, le viene dedicato il n° 11 della rivista francese “Phoenix, Cahieres litteraires internationaux” con 30 poesie tradotte da André Ughetto e con gli interventi critici dello stesso Ughetto (Maura Centauresse), Giorgio Barberi Squarotti (La tradition orphique dans la poésie de Maura Del Serra), Daniela Marcheschi (Un portrait intellectuel), Lev Verscinin (Meridien De l’art). L’anno successivo esce il volume monografico "Sanger och stenar" (Canti e pietre), con immagini delle sculture di Staffan Nihlén, la traduzione in svedese di Julian Birbrajer e le introduzioni di Olle Granath e André Ughetto; mentre nel 2016, contestualmente all’edizione italiana, esce in America il volume di poesie e pensieri "Ladder of Oaths" (Scala dei giuramenti) tradotto da Dominic Siracusa.

Si potrebbe agevolmente proseguire l’elenco con la citazione di traduzioni in lingua croata effettuate da Mladen Machiedo, altre in catalano ad opera da Alex Susanna, in partoghese da Jean Paul Mestas, ecc. , ma quello che ci preme mostrare non è tanto l’elenco completo delle pubblicazioni di Del Serra, bensì l’evidenza che le opere di qualità hanno una loro parabola vitale ed una loro circuitazione, anche internazionale, che prescinde dal protagonismo di chi le ha realizzate. Quali sono dunque i punti di forza della scrittura di Maura Del Serra? In primo luogo la qualità della scrittura stessa, lo stile. Un uso della lingua elegante, rigoroso ed intenso; “l’alto e il profondo” che tessono una trama archetipica in una pluralità di registri tematici radicati nell’esperienza personale, che in virtù della scrittura assumono valenza collettiva ed universale; la schiettezza e la transitività della poetica, scevra da ideologismi e libera di “cantare” con le armoniche di una musicalità tanto ricca e varia, quanto precisa ed essenziale.

Un esempio di tali caratteristiche nell’opera poetica di Maura Del Serra è ora fornito dalla sua preziosa antologia poetica "In voce. 55 poesie lette dall’autrice", Pistoia, Editrice petite plaisance, 2021, pp. 62, con CD allegato (€ 12,00), reperibile in molte librerie telematiche o direttamente presso l’Editrice (info@petiteplaisance.it). Le poesie che "In voce" include, tranne una inedita, sono tratte dalle raccolte poetiche precedenti secondo un dichiarato criterio di leggibilità a voce alta, e toccano alcuni dei registri principali della poetica dell’autrice. A partire dalla poesia incipitale, "Al popolo della pace", di chiara impronta civile, si susseguono temi autobiografici e familiari, filosofici, ambientali, spirituali, ecc., in una parabola cronologica che dall’infanzia percorre con lucida visione le tappe dell’esistenza e giunge al tramonto della vecchiaia: “Più non mi abbaglia il risucchio fiammante / del futuro, la giostra di specchi tintinnanti / della speranza, il tunnel / e il labirinto del tempo, il meriggio / gridato dei girasoli. Il tramonto / non è la resa del giorno, ma / la sua corona di lode.”

A questa raccolta antologica è appena stato assegnata la 46° edizione del Premio “Val di Comino” che verrà consegnato domenica 24 ottobre p.v. nel Teatro Comunale dell’antica cittadina di Alvito in Ciociaria.

Di origine ciociara è anche la regista Dora Donarelli che firma la prima rappresentazione assoluta dello spettacolo teatrale "L’albero delle parole", una “versione apocrifa” della vita di Don Lorenzo Milani e della celebre comunità di Barbiana, che Maura Del Serra scrisse alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso e che nel 1989 ricevette a Reggio Calabria il Premio “Giangurgolo” per la drammaturgia. Lo spettacolo debutterà martedì 7 dicembre al Teatro “Manzoni” di Pistoia, facendo seguito ad una lunga serie di rappresentazioni di successo del ricco repertorio teatrale dell’autrice, anch’esso più volte tradotto e messo in scena anche all’estero in contesti di primario rilievo, come nel caso di Agnodice, che nel 2004 fu rappresentata dal “Teatro Ionico” in Grecia fra le iniziative che facevano corona ai Giochi Olimpici che in quell’anno ebbero luogo ad Atene.

Per coloro che fossero interessati al teatro di Maura Del Serra, si segnalano i due volumi di testi dell’autrice: "Teatro" e "Altro teatro", pubblicati dall’Editrice Petite Plaisance, rispettivamente nel 2015 e nel 2019, anch’essi agevolmente reperibili nelle librerie telematiche o direttamente presso l’Editrice.

Per ulteriori informazioni su Maura Del Serra e sulle sue pubblicazioni, si può consultare il sito Web: www.mauradelserra.com.


Alessio Riva

“Il Corriere dello Spettacolo”, ottobre 2021

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