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Nijnskij - Lo Spettro della Rosa

Guardate nel mio cuore, guardate ciò che è. È forma senza forma, indefinibile, intatta. È in alto, ma non è luce. È in basso, ma non è buio. È terra nella terra, cielo nel cielo, rosa eterna. La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce. Se i bruchi la divorano, lei lascia cadere un altro seme alle radici, e rivive e rifiorisce, e non sa come. Io sono lo Spettro della Rosa. Sono la rosa bianca, la rosa rossa... rossa... Russia. Madre, madre mia. Io amo mia madre. Amo mia moglie... Amo mio marito. Ecco il mio cuore di gioia: prendetelo, mangiatelo, guarite il mondo dal suo dolore.

Nijnskij - Lo Spettro della Rosa, l'intenso atto unico teatrale che la poetessa pistoiese Maura Del Serra ha dedicato nel 1995 al grande ballerino e coreografo russo (1890-1950) - uno dei più grandi di tutti i tempi - inaugurerà il 21 maggio prossimo, con una produzione italo-russa e interpreti dei due Paesi, una nuova struttura polivalente dotata delle attrezzature tecniche più aggiornate e con le caratteristiche tipiche dei teatri-studio che l'attore e regista Adriano Miliani e il collega Alexej Merkouchev presenteranno in aprile in un capannone industriale riadattato di Cerbaia Val di Pesa (Chianti fiorentino).

Il monologo di Del Serra, che debuttò nel '96 al "Lilla Teatern" di Lund (Svezia), non è mai stato rapprersentato in Italia, "anche se anni fa - ci informa l'autrice - fu testo di riferimento per una giornata di studio sul 'teatro totale' che si tenne al 'Teatro dell'Angelo' di Roma". Dopo Cerbaia e il passaggio in alcune arene estive italiane, è previsto che il Nijnskij da settembre vada in scena a San Pietroburgo nell'ambito del cartellone di iniziative dedicate al 300° anniversario di fondazione della città russa dove il grande ballerino nacque e dove ebbe la sua formazione prima di diventare l'étoile dei "Balletti" di Diaghilev. Ma non è l'unica novità che riguarda la produzione teatrale di Maura Del Serra; anzi si può dire che il 2003 sarà per lei da questo punto di vista un anno di grazia. "Mi emoziona - confida la scrittrice - l'attesa per l'allestimento che dell'Agnodice, dedicato all'affascinante e 'scandalosa' donna-medico vissuta tra Atene e Alessandria in età ellenistica, farà il regista greco Antonis Papadopoulos. Il debutto è fissato ad Atene in giugno".

Intanto il Comune di Poggio a Caiano e la casa madre delle Suore Minime sono impegnati nella messa in scena di La Minima, l'unico lavoro teatrale che Maura Del Serra ha scritto su commissione in occasione della beatificazione, una decina di anni fa, di madre Margherita Caiani.

E nel cassetto c'è qualcosa di inedito? "Ho da poco ultimato un testo dedicato a Pier Paolo Pasolini. Da tempo l'amico pittore friulano Giuseppe Zigaina, che fu sodale dell'autore di Ragazzi di vita fin dagli anni della gioventù, mi esortava a scrivere qualcosa per il teatro incentrato sul 'personaggio' Pasolini. E così ho fatto".

E dev'essere nato sotto la buona stella quel testo se, appena terminato, è stato letto da Laura Stortoni Hager, editrice e traduttrice di San Francisco nonché instancabile mediatrice culturale tra gli Usa e l'Italia, che lo ha subito tradotto e portato con sé a Berkeley dove dovrebbe andare prossimamente in scena.

Ce. Sa.

"La Nazione"

martedì 4 marzo 2003

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