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  • Maura del Serra

Poeti cristiani del Novecento: ricognizione e campionature

[...] Per i testi di Maura Del Serra, nata a Pistoia nel 1948, docente di Letteratura Comparata nell'Università di Firenze, la scheda firmata da Bàrberi Squarotti nei Poeti cristiani del Novecento rileva le ragioni della vita, il dolore e lo smarrimento, le contraddizioni intrinseche della creazione e dell'anima messe a confronto con Dio e con la sua luce. Di rincalzo, la prefazione di Daniela Marcheschi a L'opera del vento (Marsilio, Venezia 2006), raccogliendo quarant'anni di attività poetica della Del Serra, ne rimarca le larghe, multiformi frequentazioni (fonti bibliche, rimandi alle voci novecentesche più altamente meditative: Eliot, Weil, Rebora, Luzi). Di estrema chiarezza, di folgorante valore esplicativo il titolo-simbolo L'opera del vento. Assurgendo alla funzione di tema-chiave, di idea-forza, "il vento (precisa la Marcheschi) è l'orientamento dell'essere umano nella direzione della verità sempre cercata e che perciò, nell'antagonismo con la sofferenza, l'inquietudine, la disperazione, sfida attivamente l'epoca di gelata possessione"; come leggiamo nell'energico componimento In aenigmate, destinato a placarsi nel canto e nella sete dell'Allodola (entrambe le poesie nella silloge La gloria oscura).

Le traduzioni dal barocco elisabettiano portano la Del Serra a una risolutiva intesa con il teatro. Nascono i drammi in versi La fonte ardente. Due atti per Simone Weil, La Minima, La Fenice, dedicata a suor Juana Inés de La Cruz, L'albero delle parole, consacrato alla figura di don Lorenzo Milani, la favola drammatica Specchio doppio, Kass, dedicato a Katherine Mansfield, Scintilla d'Africa, scene ispirate alla donna amata in giovinezza da Agostino d'Ippona.

La corruzione e il disordine del mondo presente sono condannati e lacrimati in altrettante lasse cristiane a largo respiro. Così i versi Ai giovani cinesi rievocano l'eccidio del 4 giugno 1989, quando il ventisettesimo battaglione dell'esercito maoista massacrò migliaia di studenti, operai, contadini accorsi in solidale protesta antigovernativa sulla piazza Tien An Men di Pechino: "Ma come starvi accanto, figli nostri, tra il sangue, / le grida, il muro unanime disperato di corpi / e volontà ne la Piazza Celeste / spezzato, non piegato, dal pollice dei vecchi Saturni ed elefanti che cercano la fine / mettendo fra sé e il branco la distanza mortale / del potere che venera la propria / forma come sostanza (il cancro antico della ragione / sotto tutti i cieli)?" (nella mitologia Saturno divorava i suoi figli, a loro volta gli elefanti sono i fanatici dell'ideologia marxista da reggere a qualunque costo).

Gli altri avvenimenti dell'anno tornano testimoniati nel Congedo dal 1989: crollo del muro di Berlino, apertura della porta di Brandeburgo, caduta ora pacifica e ora sanguinosa dei regimi comunisti in Cecoslovacchia, Ungheria, Romania.

Oltre la denuncia irata, al di là del lancinante rinfaccio, per comprendere Ai giovani cinesi e Congedo dal 1989 bisogna anche cogliere il loro segreto affanno, la ferma, inguaribile mestizia di chi - come Maura Del Serra - deve purtroppo riconoscere in quelle vicende altrettanti gesti da Caino, altrettanti infami delitti storici pensati e compiuti da uomini [...].


Renato Bertacchini

in "Studium"

2007, 1, pp. 151-153

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