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  • Maura del Serra

Senza niente




Nella mini plaquette "Senza niente" Maura Del Serra ha espresso, in una sintesi di grande forza speculativa, la contrapposizione fra una realtà falsamente ordinata e tranquilla, ma in verità violenta ed ingiusta, e la forza pura dell'ideale che, svincolato dalla materialità, si ricongiunge alla "sorgente".

I versi scandiscono ed esaltano l'intensità del pensare e del sentire, nella perfezione stilistica, impreziosita spesso dalle rime e dalle assonanze, che rendono più incisivo il discorso. E le linee ondulanti del disegno di Staffan Nihlén interpretano l'essenzialità di un pensiero che, staccandosi dai meandri di limitative strutture, si dilata verso l'infinito.

Nella prima poesia, "L'ordine", la tensione etica nasce da una ribellione essenziale e forte nei confronti di un capovolgimento dei valori che oggi più che mai segna l'"uomo massa", vittima di mass media banalizzanti e vacui ("le chiacchiere del telegiornale"). La ribellione fluisce poi in atto d'accusa nei confronti di un falso ordine, figlio di una "aurea mediocrità" farisaica e baldanzosa, mentre un profondo sentimento di umana pietà si alza nei confronti di quanti soffrono in una società iniqua e prevaricatrice. La seconda poesia, "Senza niente", è sostanziata dall'esaltazione dei puri valori dello spirito in una dimensione metafisica, in cui si annulla "lo schermo potente / e vacuo del presente", in cui si invera quella parte del divenire che fluisce costruttivamente e che infine potenzia la forza propulsiva dell'ideale ("vivere senza niente / nella goccia che è tutta la sorgente").

Nella terza poesia "L'amico sconosciuto", è narrato l'approdo ad un porto di serenità, nella dolcezza evanescente dell'incontro con "l'amico sconosciuto", che, in toni di "favola romantica", accoglie quel "cuore di musica sospesa alle tempeste", cioè il poeta, e gli dà riposo vitale ed eterno.


ISABELLA TEDESCO

1993 (inedito)

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