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  • Maura del Serra

Sostanze


Dalla introduzione a Sostanze


Indicherei il nucleo di partenza, l'élan vital del discorso poetico di Maura Del Serra nella punta, cristallina e traslucida, del suo giudizio intellettivo, nella sua acuta verifica, così obiettivamente veridica, della vicenda umana, e soprattutto spirituale a cui osserva. L'impianto formale scaturisce dalla reminiscenza magica e orfica del Novecento poetico. Sono, beninteso, D'Annunzio e Pascoli, Campana e Ungaretti, così fino a oggi, a Luzi, le tracce portanti di quella situazione di fondo; aggiungerei senza esitazione Rilke, Hofmanstahl, Eliot. Ma non è questo che importa: valgono i risultati. Qui la forza costruttiva poetica spunta, mette le ali, quando l'acuzie pensata e l'indagine che vi si connette della parola trovano il loro terreno consustanziale d'intervento, e Maura, al livello depurato di questo rapporto, intuisce la misteriosa verità del verbo coi suoi emblemi [...] La poesia, con l'assoluto della parola, percepisce il segreto che è capace di darci il senso ultimo del nostro destino, di dare valenza all'ignoto. Non rete puramente verbale di forme simboliche e d'invenzioni allegoriche, ma sostanza di verità, ovvero rivelazione che nella sua sottile partecipazione illuminante ci conduce a fondo nel segreto delle cose. [...] A differenza di Borges, per cui le cose stanno 'nella propria eternità', e noi 'possiamo nominare le cose o alludervi, ma non possiamo esprimerle', qui, per dirlo con la stessa Del Serra, la triade Natura-Anima-Spirito corrisponde al altrettanti piani della manifestazione-creazione; se la Natura è materia, l'Anima è corpo intermedio, fino allo Spirito, regno superiore "sovraformale e formante", destinato a ridiscendere salvifico incarnandosi, triplice proiezione cristiana, orientale e, aggiungiamo, aristotelica; che diversamente dalla disincarnazione neoplatonica accetta la fase invernale (materica) nella sua catarsi alchemica, per commutarsi dantescamente fino al grado dell'amor Dei intellectualis, ovvero, appunto, Spirito. Nella lieve, alitante tensione di questo commutarsi nel corpo delle parole è la suggestione della poesia della Del Serra, messaggio insufflato nei versi con quella schiettezza sorgiva che può sgorgare solo da una posseduta coscienza: amor Dei, pertanto, cristallinamente intellectualis.

Anche questa raccolta ne è limpidissima conferma."


FERRUCCIO ULIVI

Fondi, Confronto, 1992

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